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#SEMtalks: Intervista a Davide Basile

Ciao Davide e benvenuto sul blog di SEMprofile. Raccontaci brevemente chi sei, di cosa ti occupi e quali sono le tue passioni.

Ciao a voi e grazie per avermi inviato a dire la mia sul vostro blog. Ma quindi i blog servono ancora? Il blog è morto, viva il blog! 😊

Scherzi a parte, oggi si usa descriversi attraverso la bio sui profili social, breve, diretta, immediata. La mia è questa: 

Digital Expert. Marketing Lover. Proud Neapolitan. Thankful Dad. #SNIP
Chief Digital Officer 👇
⬜@miriadeofficial
⬜@v73official
⬜@jakedofficial

Credo sia necessario spiegarvi solo lo #SNIP che è l’acronimo di Stronzi Nati In Periferia, un progetto sociale che ho lanciato qualche mese fa per sostenere le mie origini (sono nato a Scampia) e il fatto che anche chi ha addosso l’etichetta di “nato in periferia” può “ri-uscire” nella vita.

L’impatto del digitale è evidente soprattutto nel settore della moda: come vedi nel futuro la convivenza tra eCommerce e “in store experience”? Sempre più integrata oppure no?

Assolutamente! Il problema è che se si guarda all’e-Commerce come canale (digitale) di distribuzione e lo si confronta con altri canali di distribuzione, l’immagine che ne verrà fuori sarà sempre quella del “fratello minore” o, passatemi il termine, del “figlio scemo”.

Dico spesso che, almeno nella mia ottica, il Digital avrà vinto quando si smetterà di parlare di Digital, quando si smetterà di guardare al Digital come a qualcosa di separato, quando le aziende non avranno più bisogno di una figura come la mia che si occupi, appunto, di Digital.

Contemporaneamente, e per gli stessi motivi, vado dicendo già da qualche anno che la “e” di e-Commerce non ha più senso, se mai ne ha avuto, e che, anche se le aziende sono ancora organizzate per “canali”, il consumatore non lo è più già da un pezzo.

Anche termini come “multicanalità”, “omnicanalità”, “phygital”, etc, pur essendo ancora molto abusati in convegni, paper e libri, sono sulla via della pensione.

Una sola parola ha senso oggi e su quella ci dobbiamo concentrare: commercio.

Come si è evoluto il consumatore nel corso del tempo? In base alla tua esperienza ci sono delle caratteristiche ben precise che è possibile individuare?

Mah, anche qui si dicono un sacco di cose ma la verità è molto semplice: il consumatore oggi vuole poter decidere come, dove, quando comprare indipendentemente da quello che possono pensare i brand e le aziende.

È un consumatore sempre meno fedele, sempre più informato e con una soglia di attenzione sempre più bassa. Insomma, il peggior cliente che un brand possa desiderare! 😀

Cogliere la sua attenzione è complicato, convincerlo a comprare arduo, farlo diventare “fedele” quasi impossibile. È innegabile comunque che l’unico modo per provarci resta quello di metterlo al centro di tutto. Ma non solo a parole, con i fatti.

Siti web, eCommerce, app, newsletter: quanto reputi importante l’utilizzo di un sistema CRM in termini di strategia, tecnologia e processo come approccio alla base della gestione dei rapporti con i clienti con l’obiettivo di valorizzarli nel lungo termine?

CRM e marketing automation sono fondamentali, proprio per quanto detto nella risposta precedente. Per provare a “vincere” in un sistema così iper-competitivo e con un consumatore così complesso, l’unica via è conoscerlo a fondo, e per conoscerlo a fondo bisogna raccogliere più dati possibile su di lui, sui suoi comportamenti, desideri, etc. E poi bisogna essere in grado di leggere questi dati, interpretarli, monetizzarli. 

È inoltre sempre più fondamentale cogliere il “momento” di vita giusto per proporre la propria soluzione alle esigenze sempre più frenetiche dei consumatori, e senza automazione è praticamente impossibile arrivare al momento giusto.

Loyalty e orientamento al cliente: quanto la reputi importante per coltivare una relazione di lungo termine con il brand e come vedi in questo ambito il trend in continua crescita degli “influencer”?

Al pari di CRM ed automation, il tema Loyalty è centrale per una strategia che punti a mettere in pratica per davvero il commercio unificato. Il significato stesso di “brand digitale” negli ultimi anni si è evoluto ed è diventato più complesso e ricco di sfumature che rischiano di far perdere il reale focus di business.

La ricchezza di offerta, la disponibilità di canali, la facilità di accesso e di utilizzo sono condizioni necessarie, ma non sono sufficienti per assicurare la leadership di settore o dei tassi di crescita che garantiscano modelli di effettivo successo dell’iniziativa industriale.

Troppi competitors insistono sullo stesso segmento con lo stesso messaggio e la stessa offerta. Oggi è più che mai necessario valorizzare il rapporto con gli utenti, premiando comportamenti e interazioni virtuosi su canali (online, offline) e touchpoint (web, mobile, social) differenti.

Quanto sono importanti le recensioni dei clienti? Che importanza hanno nell’azienda dove lavori e che tipo di aiuto possono dare in termini di creazione di nuovi prodotti?

Anche le recensioni sono importanti, e noi facciamo molta attenzione alle recensioni che riceviamo ed invitiamo i clienti soddisfatti a recensirci. Così come poniamo estrema cura nella gestione delle recensioni negative.

Il tema vero, però, è l’autorevolezza delle piattaforme che le raccolgono. In un mondo di fake news e recensioni ad orologeria, l’utente più scaltro si orienta, ma quello che lo è meno può essere fuorviato.

Se ti è piaciuta l’intervista a Davide Basile visita il suo profilo Linkedin e scopri molto di più su di lui e sul suo lavoro!

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